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Il territorio: Il Chianti...
Un paesaggio vario, che si allarga fra colline e collinette, fattorie e vigneti, campi di girasoli e uliveti, bianche stradine affiancate da vecchi cipressi, cespugli di ginestra odorosa, biancospino e lavanda, boschi di lecci dove è facile incontrare i cinghiali (anche loro ghiotti di uva) daini, scoiattoli, istrici, caprioli e vedere svolazzare fagiani e tortore nei luoghi di cacce e divertimenti dei baroni medievali.
Ma non dimentichiamoci che attraversa il Chianti la più famosa via del vino: la Chiantigiana, cioè, la statale 222. Di qui, per secoli, sono passati carri trainati da cavalli che trasportavano i famosi fiaschi di vino panciuti.Colui che si trova a passare per la regione del Chianti, non vedrà solo un paesaggio indimenticabile, ma potrà godere anche delle gioie del palato sorseggiando il suo famoso vino.
Prima degli Etruschi, decine di milioni di anni fa, esisteva la vitis vinifera, cioè l'antenata delle viti spontanee, come testimoniano alcune viti fossili ritrovate nella zona.
Gli Etruschi e i Romani producevano vino in questa regione, come testimoniano delle pitture trovate su dei bellissimi vasi (di epoca compresa tra il 25 a.C. e il 40 d.C.). In seguito, pazienti monaci come Sant'Appiano e San Leolino ripresero a coltivare la vite che produrrà un vino dal caratteristico profumo di mammola e di giaggiolo che in seguito verrà chiamato vermiglio.
Da una pergamena della Badia di Passignano si è venuti a conoscenza di una ottima produzione di uliveti e vigneti posti nel distretto del Castello di Verrazzano e di quello di Grignano e che, sempre intorno al 1150 un litro di vino costava allora l'equivalente di lire 1200. Era quindi un vino molto pregiato anche allora.
A S.Maria Novella c'era il convento dei domenicani, i quali producevano 100 barili all'anno di vino, solo dai loro orti.
Ma eccoci nel 1282, anno in cui viene scritto lo statuto dell'Arte dei Vinattieri. A Firenze c'erano in quel tempo un ottantina tra mescite di vino e osterie dove si beveva il vino delle terre del Chianti con piatti del tipo: tortellos e fegatellos, pisces e rostos, milzas e pullos.
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